Pellegrinaggio dei sacerdoti del Prado di Corea in Francia

Foto sopra: Al tabellone di Saint-Fons.

Dal 5 al 13 settembre 2026, 7 sacerdoti del Prado della Corea del Sud hanno compiuto un pellegrinaggio in Francia sulle orme dei santi e dei testimoni del Vangelo, e in particolare su quelle del Beato Antoine Chevrier. Un percorso spirituale che li ha portati ad approfondire la spiritualità del Prado e a rinnovare il loro impegno sacerdotale alla sequela di Gesù povero, al servizio dei più poveri.

 

Un pellegrinaggio alle origini della spiritualità del Prado

I padri Han Youngso (Francesco Saverio), Kim Jeong Gon (Tommaso), Cho Duck-Hee (André Kim), Park Sang Byung (Louis), Kim Hyun (François de Sales), Kim Hong-sik (Pierre) e Jo Haeyong (Joseph) hanno visitato diversi luoghi spirituali di grande importanza in Francia.

Questo pellegrinaggio ha permesso loro di scoprire o riscoprire luoghi emblematici della fede cristiana, in particolare a Lourdes, Paray-le-Monial e Ars, ma soprattutto i luoghi di Lione segnati dalla vita e dalla spiritualità del beato Antoine Chevrier, fondatore del Prado (Cappella del Prado, Casa di Sant’Andrea a Limonest, Quadro di Saint-Fons…).

Al gruppo si sono uniti anche alcuni sacerdoti che attualmente risiedono a Lione, come il sacerdote coreano Tae Cheol-min (Elgéar), nonché due sacerdoti vietnamiti, Quang Hien Nguyen (Alfonso) e An Phu Dong Nguyen (Gregorio).

A Lione-Guillotière e Limonest per approfondire l’eredità di padre Chevrier

Sabato 5 settembre, i padri coreani sono stati accolti alla Maison Saint-André a Limonest. Acquistata nel 1872 su iniziativa di padre Antoine Chevrier, la Maison Saint-André divenne un luogo di formazione per i futuri sacerdoti del Prado, in linea con il suo desiderio di formare apostoli poveri per i poveri. Malato, padre Chevrier vi si ritirò nel 1878 per riposarsi, prima di tornare a Lione-Guillotière, dove morì il 2 ottobre 1879. Ancora oggi, la Maison Saint-André rimane fedele a questa vocazione formativa accogliendo, ad esempio, sacerdoti provenienti da tutto il mondo per vivere l’API (Anno Pradosiano Internazionale).

Una parte del gruppo davanti alla Maison Saint-André a Limonest e dopo la celebrazione alla Cappella. 

Domenica 6 settembre, i partecipanti hanno assistito a una conferenza di padre Diego Martín Peñas, responsabile generale del Prado, dal titolo  «La crescita spirituale di padre Chevrier». Attraverso questo intervento, sono stati invitati ad approfondire il percorso spirituale del beato Antoine Chevrier, a scoprire le tappe salienti della sua crescita nella fede e a comprendere meglio come il suo incontro con Gesù Cristo abbia progressivamente trasformato la sua vita e alimentato la sua missione a favore dei più poveri.

Lunedì 7 settembre, il gruppo è partito alla scoperta di diversi luoghi spirituali e storici della regione, in particolare Ars, caratterizzato dalla figura di san Giovanni Maria Vianney, Paray-le-Monial, luogo simbolo della spiritualità del Sacro Cuore, oppure ancora Cluny, famosa per il suo patrimonio monastico. Questa giornata ha permesso ai partecipanti di approfondire la loro conoscenza della ricchezza spirituale e della storia della Chiesa in Francia.

Martedì 8 settembre, i sacerdoti coreani sono stati accolti al «13» (Rue Père Chevrier), la sede centrale del Prado a Lione, per una presentazione su « Padre Chevrier e la santità » di padre Luc Lalire, 1er Assistente di padre Diego Martín Peñas, Responsabile Generale. Questo incontro ha permesso loro di approfondire la chiamata a seguire Gesù Cristo e a lasciarsi plasmare dal Vangelo, al centro della loro vita sacerdotale.

Mercoledì 9 settembre, il gruppo si è recato al Quadro di Saint-Fons, luogo fondante della spiritualità del Prado, dove il tema presentato era « Il presepe, la croce, il tabernacolo: la dinamica del quadro di Saint-Fons ».

Questa meditazione ha dato un significato particolare al loro pellegrinaggio: diventare poveri alla sequela di Cristo, liberarsi da sé stessi e donarsi affinché gli altri abbiano la vita.

Galleria fotografica del pellegrinaggio al "13"

In programma : visita guidata alla Camera del Beato Antoine Chevrier e al museo a lui dedicato, a cura di padre Diego Martín Peñas, responsabile generale dell’Istituto dei sacerdoti e dei laici consacrati del Prado; celebrazione nella Cappella del Prado; momento di raccoglimento davanti al presepe e riunione di lavoro. 

Testimonianze dopo il pellegrinaggio

Al loro ritorno, quattro sacerdoti hanno condiviso i frutti spirituali di questo pellegrinaggio attraverso testimonianze personali. Ciascuno, alla luce del proprio percorso e del proprio ministero, ha espresso come questa esperienza abbia alimentato la propria fede, rinnovato il proprio sguardo e ravvivato la propria vocazione pradosiana.

Padre Francesco di Sales Kim Hyun: entrare nella gioia di Gesù

Il pellegrinaggio ha aperto a padre Kim Hyun una nuova prospettiva sul modo in cui Dio ama. Contemplando i santi e i luoghi in cui l’amore di Dio ha raggiunto i più poveri, ha riscoperto quanto la povertà sia la via verso un amore autentico. «Dio è povero. Iniziare ad amare significa iniziare a diventare poveri.»
Questa esperienza lo spinge a trasformare il proprio ambiente di vita in una terra santa, mettendo in pratica ciò che ha scoperto: accogliere l’amore di Dio e condividerlo nella vita quotidiana. Leggi la sua testimonianza completa.

Padre Joseph Jo Haeyong: alla scoperta della libertà e della pace del Cristo povero

Per padre Jo Haeyong, cappellano militare della diocesi di Daejeon, questo pellegrinaggio è stato un momento prezioso per rileggere la propria vocazione e rinnovare il modo di vivere il proprio ministero sacerdotale. La contemplazione del quadro di Saint-Fons gli ha permesso di comprendere in modo diverso la povertà e il sacrificio, non come un semplice dovere, ma come un cammino di libertà e di donazione di sé. 
« »Questo pellegrinaggio mi ha fatto capire ancora una volta che l’essenziale non è la quantità di cose che compio, ma quanto, in mezzo a coloro che mi sono stati affidati, vivo a immagine di Cristo.»
Sottolinea inoltre che la povertà di Cristo non consiste solo nel rinunciare o nel sopportare le difficoltà: « Era piuttosto una vita che si liberava da ciò che ci ostacolava e che, attraverso questa libertà, si donava agli altri. »
Riparte con il desiderio di vivere in modo più umile, di ascoltare di più e di stare accanto a chi soffre, per portare loro la gioia e la pace di Cristo. Leggi la sua testimonianza completa.

 

Padre Pierre Kim Hong-sik: ritrovare lo slancio della vocazione

Padre Kim Hong-sik è giunto in pellegrinaggio al Prado, provando la stanchezza del ministero, le tensioni relazionali e i dubbi sulla propria vocazione. Gli incontri a Lourdes con Santa Bernadette, con il Santo Curato d’Ars e con il Beato Antoine Chevrier lo hanno aiutato a ritrovare il senso della sua vocazione.
A Saint-Fons ha riscoperto che seguire Gesù nel presepe, nella croce e nel tabernacolo non significa solo condurre una vita di ascesi, ma accogliere la libertà che viene da Cristo e imparare a donarsi.
«Ho capito che vivere la vocazione del Prado non è un peso, ma una grazia.»
Di ritorno al suo ministero, desidera continuare ad andare avanti passo dopo passo, facendo del Vangelo la luce della sua vita e riconoscendo la presenza di Dio tra i poveri e i migranti. Leggi la sua testimonianza completa.

 

Padre Tae Cheol-min: trasformare la propria vita quotidiana in un luogo sacro

Accompagnando il gruppo coreano, anche padre Tae Cheol-min, impegnato in un percorso di formazione internazionale a Limonest, ha vissuto un momento di riflessione. Osservando la preghiera e l’emozione dei sacerdoti davanti ai luoghi legati a padre Chevrier, ha riscoperto il valore del luogo in cui vive e della missione che lo attende.
La sua testimonianza amplia il significato del pellegrinaggio: non si tratta solo di recarsi in luoghi sacri, ma di imparare a riconoscere la chiamata di Dio nelle realtà quotidiane dell’esistenza.
« Anche il luogo in cui viviamo oggi può diventare un luogo sacro, se vi cerchiamo la volontà di Dio e vi viviamo fedelmente secondo essa. »
Alla vigilia della sua missione nella parrocchia di Saint-Louis de la Guillotière, fa proprio questo invito a vivere ogni giorno con fedeltà e gratitudine, facendo della propria vita quotidiana un luogo privilegiato di incontro con Dio. Leggi la sua testimonianza completa.

Galleria fotografica del pellegrinaggio al Quadro di Saint-Fons

In programma : incontro di formazione con padre Luc Lalire, primo assistente di padre Diego Martín Peñas, responsabile generale del Prado, momento di raccoglimento e celebrazione.

Un percorso che prosegue giorno dopo giorno

Queste testimonianze convergono verso un unico desiderio: attingere nuovamente alle fonti della spiritualità del Prado per approfondire e rinnovare il modo di vivere la vocazione sacerdotale. La povertà di Cristo non si riduce alla rinuncia; essa apre a una libertà interiore che rende disponibili, a un amore che si dona senza riserve e a una vicinanza fraterna con i più poveri.

Di ritorno in Corea del Sud, i sacerdoti proseguono il loro ministero ispirandosi a questo invito del beato Antoine Chevrier: seguire Gesù povero, lasciarsi plasmare dal Vangelo e riconoscere, nel cuore degli incontri e della vita quotidiana, le chiamate di Dio ad amare e a donarsi.

Se anche voi desiderate seguire le orme del beato Antoine Chevrier e scoprire i luoghi che hanno segnato la sua vita e la sua spiritualità, non esitate a contattare: pelerinages@leprado.org.

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