«Beato Antoine Chevrier: Seguire Gesù povero»

MONGOLIA

STÉPHAN KIM SEON-HYUN (Corea 1968 - Mongolia 2023)

Nato nel 1968, il padre Stéphan KIM Seong-hyun Ha conosciuto Cristo nella sua comunità cristiana e ha saputo ascoltare la sua chiamata. Ordinato sacerdote nel 1998 (Diocesi di Daejeon – Corea del Sud), nel 2000 ha deciso di partire come sacerdote missionario «fidei donum» in Mongolia.

È venuto a mancare il 26 maggio 2023 all’età di 45 anni a Ulaanbaatar (Mongolia), dove ha trascorso quasi tutta la sua vita sacerdotale al servizio dei più bisognosi.

Prendetevi il tempo di guardare il video intitolato
«I venti della steppa mongola 2 “Chi è il sacerdote?” | P. Sung Hyun KIM, un sacerdote secondo il Vangelo». 

BRASILE

FELIPE CROMBREKE

«Mi chiamo Filip Cromheecke, sono un sacerdote Fidei Donum della diocesi di Anversa, in Belgio, e vivo in Brasile dal 1991. Ho sentito il desiderio di servire i poveri ispirandomi al Vangelo come discepolo-missionario e ho deciso di partire per il Brasile. Poco dopo il mio arrivo, ho incontrato i sacerdoti del Prado. Sono rimasto colpito dalla loro semplicità, dalla loro fratellanza e dal loro profondo legame con Gesù Cristo. Come loro, ho voluto seguire Gesù più da vicino nel presepe, sulla croce e nell’Eucaristia, e far parte della loro fraternità.

Ho iniziato a lavorare nella periferia di Salvador de Bahia, dove si trova il complesso penitenziario Lemos Brito. Ho visto i detenuti e le loro famiglie come pecore senza pastore e ho iniziato a visitare gli istituti penitenziari. Mi si è aperto un mondo sommerso, in cui la riconciliazione e il perdono sono indispensabili per iniziare una nuova vita.

Riconoscere la presenza di Cristo in quei detenuti, nonostante il crimine che avevano commesso, è stato il primo passo per avvicinarmi, senza giudicare, alla croce e alla sofferenza di Gesù Cristo. Accompagnando gli ex detenuti nel loro reinserimento nella società, sono stato più volte testimone della loro resurrezione. Mi sono identificato con padre Chevrier quando decise di attraversare il Rodano per restare tra i poveri e avviare un’opera a favore dei bambini abbandonati e sfruttati che ancora non conoscevano Gesù Cristo.

Sono chiamato a essere un altro Cristo e a trasmettere il suo amore ai più piccoli. I poveri mi evangelizzano, mi rendono più umile, mi fanno vedere le mie debolezze e mi spingono a mettere in pratica il Vangelo ogni giorno. Ringrazio Dio che mi sostiene e mi ha fatto conoscere il carisma del Prado che padre Antoine Chevrier ci ha trasmesso attraverso il suo amore per Gesù Cristo, povero, umile e devoto fino alla fine.»

RAIMUNDO SOARES

«Mi chiamo Raimundo Soares dos Santos, ho 55 anni… sono sacerdote di una diocesi dello Stato di Bahia (Jacquié) e presto servizio nella diocesi di «Conceição do Araguaia», nello Stato di Pará, nel Brasile centrale.

Sono stato ordinato sacerdote con il desiderio di servire Gesù Cristo più da vicino tra i poveri, come ci ha insegnato il nostro beato Antoine Chevrier. Mi sento sacerdote con il desiderio di andare dove i miei confratelli non vogliono andare. Ho sempre voluto partire in missione in diocesi povere e bisognose di sacerdoti. Ecco perché sono partito per una diocesi dove i sacerdoti sono pochi, molto lontana dalla mia regione d’origine.

Nella nostra parrocchia ci sono le «Opere di misericordia» e i «Sentieri di Emmaus», che sono servizi a favore dei poveri. Ai giovani vengono offerti corsi di formazione professionale: falegnameria e carpenteria, mentre per le ragazze c’è un salone di bellezza. Al termine dei corsi, andranno a lavorare per guadagnare denaro e aiutare le loro famiglie. Per i bambini, offriamo corsi di sostegno scolastico e di informatica durante le pause della giornata.»

COLOMBIA

SERGIO DUQUE, SACERDOTE DI MEDELLÍN (1948-2021)

La spiritualità di Prado si è trasformata in lui in un modo di vivere e di agire. Sergio ha vissuto, agito e pensato come «un fedele discepolo di Gesù Cristo» e, partendo da questo, ha vissuto la sua vita come sacerdote, ricercatore, docente, ma anche come amico e membro del presbiterio, come parroco o assistente generale del Prado. Il suo modo di studiare il Vangelo era ammirevole, così come la sua conoscenza delle fonti del Prado, quali le lettere di padre Chevrier, gli scritti spirituali e la sua vita.

Un uomo fedele allo Spirito. Sergio era convinto che fosse lo Spirito del Risorto a guidare la storia dei credenti. Per questo non si lasciava mai scoraggiare dalle avversità. Non possiamo avere uno sguardo pessimista. Dio può sempre ridare vita alle ossa secche.

Un artefice di pace : Negli anni ’90, nel pieno della guerra civile nei quartieri della sua parrocchia, Sergio ha reso possibile la firma di un accordo di pace tra i gruppi avversari che avevano causato numerose vittime tra i giovani… Perché non bisogna mai arrendersi di fronte alle difficoltà, né stancarsi mai di aspettare o di sperare.

Uomo di trasparenza evangelica. Con un contegno semplice, un sorriso timido, ma con un cuore sincero, ha sempre vissuto in modo sobrio. Ha vissuto ed è morto come un povero. Ci lascia in eredità la sua umanità, la sincerità della sua fede, la sua adesione incondizionata a Gesù Cristo, la sua fedeltà alla Chiesa e ai poveri, il suo impegno incondizionato al Prado.

«La nostra famiglia di discepoli-apostoli, che cerca di seguire più da vicino Gesù nella sua misericordia, secondo la grazia ricevuta da Antoine Chevrier, è un dono per i poveri del mondo, così come loro lo sono per noi, un dono per il quale rendiamo grazie a Dio e che vogliamo accompagnare con la tenerezza del Padre e di Gesù!»

© Foto-Facebook "Parrocchia Nuestra Señora del Perpetuo Socorro di Medellín"

Visita anche la pagina « HASTA LUEGO, SERGIO – Testimonianze » del Prado del Messico per leggere e ascoltare i messaggi di addio a padre Sergio da parte dei padri Robert Daviaud (ex responsabile generale, sacerdote della diocesi di Luçon, Francia), Armando Pasqualotto (Ex responsabile generale, sacerdote della diocesi di Treviso, Italia), Xosé Xulio Rodríguez (Sacerdote della diocesi di Ourense, Spagna) oppure Héctor Villa (Sacerdote della diocesi di Ciudad Juárez, Messico).
Per ascoltare la testimonianza di P. Fredy Ruiz (Coordinatore del Prado della Colombia), clicca qui.

FRANCIA

JOSEPH FOLLIET, figura di spicco a Lione e a livello nazionale, influenzato dal Prado

Joseph Folliet nacque a Lione nel 1903. Giornalista di professione e sociologo, è autore di 65 opere in vari ambiti: spiritualità, storia, sociologia, poesia, teatro. Succede a Marius Gonin alla direzione della «Chronique sociale», rivista e movimento di pensiero e di azione sociale cattolica. Dal 1937 si impegna attivamente nell’ambito delle Semaines Sociales e contribuirà al loro rinnovamento nel dopoguerra. 

Uomo di pensiero e d’azione, si impegna nelle lotte della sua epoca: nella Resistenza, partecipa alle Quaderni della Testimonianza Cristiana al fianco di Pierre Chaillet. Si impegna inoltre nella decolonizzazione e nella guerra d’Algeria. 

Animato da una profonda fede nella Chiesa e in Cristo, permeato dalla spiritualità francescana, nel 1927 fondò insieme a René Beaugey i “Compagni di San Francesco”. All’età di 65 anni, dopo aver aspirato al sacerdozio per tutta la vita, diventa sacerdote del Prado. Muore nella casa del Prado a Limonest nel 1972.

Da seguire anche...

I sacerdoti impegnati nel dialogo interreligioso in Francia e altrove, a cura di padre Christian Delorme. E altre figure quali: 

  • Pierre Marmilloud, nella diocesi di Annecy, in Bolivia, dove lavora con i minatori di Potosí.
  • Emile Granger, diocesi di Saint-Étienne, teologo ed educatore di giovani affidati alla giustizia.
  • Mons. Jacques Despierre, vescovo emerito di Carcassonne. Un uomo d’oro!

ISTITUTO FEMMINILE DEL PRADO (IFP)

MARIA JESUS HEREZA CUELLAR (LEGANÉS, SPAGNA 1918-1986)

María Jesús è stata la fondatrice dell’IFP in Spagna. Ha scoperto il Prado grazie ad alcuni sacerdoti francesi di passaggio a Madrid, quando il Prado non era ancora presente in Spagna.

All’età di 13 anni ha sentito la chiamata del Signore alla vita religiosa, e più precisamente alla vocazione missionaria. Tuttavia, poiché la Seconda Guerra Mondiale era già iniziata, rimandò il desiderio di pronunciare i voti e intraprese gli studi di medicina, che le sembravano i più adatti alla sua aspirazione al servizio.

Inviata poi in Camerun, dovette tornare in Spagna per motivi di salute. Morì il 24 ottobre 1986, poco dopo il suo ritorno dalla beatificazione di padre Chevrier, in seguito a una caduta a Limonest e a un intervento chirurgico a Madrid.

Si era stabilita come medico a Leganés, nella periferia di Madrid. La sua attenzione verso i poveri e le persone in difficoltà l’ha portata a seguire costantemente corsi di aggiornamento per offrire cure di qualità a chi ne era privato.

La sua casa era aperta a tutti, senza distinzioni di opinioni o credenze. Accoglieva in particolare donne incinte non sposate, abbandonate dal proprio compagno, che desideravano tenere il proprio bambino ma venivano respinte dalla propria famiglia. Offriva loro sostegno, alloggio, risorse materiali e talvolta persino un lavoro.

Nonostante una malattia cardiaca di cui ha sofferto per tutta la vita, si è dedicata completamente al servizio degli altri, arrivando persino a donare il proprio corpo alla scienza. Nel suo quartiere la chiamavano «la dottoressa del quartiere più operaio della città» o anche «la santa del nostro quartiere».

Dopo la sua morte, gli abitanti hanno chiesto alle autorità comunali che il nuovo centro sanitario del quartiere portasse il suo nome, richiesta che è stata accolta. Ancora oggi, a Leganés, la si ricorda per la sua vita interamente dedicata alla medicina e ai poveri.

Maria Jesus xxx
1985 - Maria Jesús (al centro), con Petry e Beatriz (rispettivamente a sinistra e a destra)

MARCELLE SEMIN (METZ, FRANCIA 1920-2016)

Marcelle ha visto sorgere, dai terreni dove suo padre lavorava come bracciante agricolo, gli edifici del suo quartiere di Borny a Metz. Rimasta fedele alle sue radici rurali grazie al suo impegno nel CMR, Marcelle, consulente in economia sociale e familiare, si era fortemente impegnata nella vita sociale, associativa ed ecclesiale del suo quartiere molto popolare. Tra le altre cose, vi aveva creato un negozio di alimentari solidale e laboratori di cucina con donne in condizioni di precarietà. Una questione le stava particolarmente a cuore: « agire non per i poveri, ma con loro. Questo «con» può concretizzarsi attraverso la nostra partecipazione alle azioni collettive. Lasciamo che siano loro a esprimersi, anche se le loro parole sono goffe, e non parliamo al posto loro ». È stata conquistata da Gesù Cristo ed era proprio Lui la forza motrice della sua azione! Cercava instancabilmente di approfondire la conoscenza di Gesù, di crescere nell’intimità con Lui e di acquisire una comprensione viva della sua fede, partecipando a numerosi corsi di formazione (professionali, del CMR, della diocesi e del Prado). 

Diceva: « Si tratta di considerare i testi della Scrittura con rispetto, di collocarli nel loro contesto, cercando al contempo un linguaggio di fede adatto agli uomini di oggi. » Con quattro mandati come Responsabile Generale dell’IFP, ha lasciato un’impronta profonda nel suo istituto. Era una donna di carattere, esigente, sapeva stimolare ciascuna di noi affinché desse il meglio di sé per vivere appieno la propria vocazione. Insieme al suo Consiglio, stimolava la vita dei gruppi e proponeva corsi di formazione stimolanti tenuti dai sacerdoti del Prado. Si era fortemente impegnata nell’elaborazione delle costituzioni riconosciute dalla diocesi di Lione nel marzo 1992. Ha saputo coinvolgere ciascuna nella riflessione e nella loro stesura.

2016 - Marcelle SEMIN con Pim (Pilar QUERALT CAPDEVILA)

MARY ISHAC SEDRAK (IL CAIRO, EGITTO 1973- )

Nata al Cairo nel 1973, è assistente sociale. Ha pronunciato i voti perpetui nell’IFP nel 2017. Con il suo lavoro ha contribuito all’alfabetizzazione degli adulti in Egitto. Oggi, avvalendosi della sua precedente esperienza nell’alfabetizzazione degli adulti e nel lavoro con le persone sorde, Mary si dedica all’istruzione dei bambini sordi e sta sviluppando un nuovo metodo per insegnare loro a leggere e scrivere (anziché limitarsi alla comprensione della lingua dei segni), coinvolgendo in questo progetto insegnanti sorde e le mamme.