2 agosto 2026, la comunità di Fenoarivo Atsinanana (Fénérive-Est), in Madagascar, si è riunita in un clima di gioia per celebrare il bicentenario della nascita del Beato Antoine Chevrier. Una celebrazione all’insegna della preghiera, del ringraziamento e della condivisione.
In occasione del 200° anniversario della nascita del Beato Antoine Chevrier (1826-2026), si sono riuniti i membri della Famiglia del Prado (principalmente le suore), alcuni sacerdoti e numerosi fedeli. Tutti si sono riuniti per rendere grazie a Dio per la vita, la fede e la testimonianza di Antoine Chevrier, sacerdote della diocesi di Lione e fondatore del Prado.
Un’eredità spirituale ancora viva
Nel corso della celebrazione, i partecipanti hanno anche ricordato il 40° anniversario della beatificazione di Antoine Chevrier, celebrata nel 1986.
Nel suo intervento, suor Nora, responsabile delle Suore del Prado, ha ricordato che questo doppio anniversario è innanzitutto l’occasione per riscoprire l’eredità spirituale lasciata da Antoine Chevrier: amare con passione Gesù Cristo, contemplarlo, seguirlo da vicino e servire i fratelli e le sorelle, in particolare i più poveri.
Ha inoltre reso grazie per la presenza dei vari membri della Famiglia del Prado e per i legami fraterni che si instaurano all’interno di questa famiglia spirituale, al servizio del Vangelo.
« Oggi celebriamo il bicentenario della nascita del Beato Antoine Chevrier […] ma la cosa più importante non è solo ricordare un uomo o un sacerdote. Ciò che celebriamo soprattutto è l’eredità spirituale che ci ha lasciato. »
«Date loro da mangiare voi stessi»
Nella sua omelia, Mons. Marek OCHLAK, vescovo di Fenoarivo Atsinanana, ha posto la celebrazione alla luce del Vangelo della moltiplicazione dei pani: «Date loro voi stessi da mangiare» (Mt 14,16).
Queste parole di Gesù agli Apostoli, secondo il vescovo, fanno eco alla vocazione di Antoine Chevrier e alla missione del Prado. Contemplando Gesù povero nella mangiatoia, in particolare nella notte di Natale del 1856, Antoine Chevrier aveva scoperto la chiamata a consacrare la propria vita alla diffusione della conoscenza di Gesù Cristo tra i poveri.
Mons. OCHLAK ha sottolineato che questa missione ha inizio con un cuore mosso dalla compassione: prima di sfamare la folla, Gesù la ama. Allo stesso modo, ogni missione cristiana trova la sua fonte nell’incontro con Cristo e nel desiderio di farlo conoscere.
In particolare, ha ricordato questa frase che riassume l’intero percorso spirituale di Antoine Chevrier: «Conoscere Gesù Cristo è tutto.»
Il vescovo ha inoltre collegato il bicentenario all’inizio di un nuovo anno pastorale nella diocesi, caratterizzato da nuove missioni affidate a diversi sacerdoti. Alla luce del Vangelo, queste nomine sono presentate come un invio al servizio del popolo di Dio: ciascuno è chiamato a offrire ciò che è e ciò che ha, sull’esempio dei cinque pani e dei due pesci affidati nelle mani di Cristo.
Mostra «Beato Antoine Chevrier: Seguire Gesù povero»
Questa giornata di festeggiamenti è stata anche l’occasione per scoprire la mostra «Beato Antoine Chevrier: Seguire Gesù povero», tradotta in malgascio.
Attraverso i vari pannelli, i visitatori hanno potuto scoprire la vita di Antoine Chevrier, il suo percorso spirituale, il suo incontro decisivo con Cristo, la nascita del Prado, nonché l’attualità del suo messaggio per i cristiani di oggi.
Questa mostra contribuisce così a far conoscere il Beato Antoine Chevrier e il suo carisma oltre i confini, in una Chiesa del Madagascar in cui le Suore del Prado sono impegnate al servizio delle comunità e dei più poveri.
Una giornata all’insegna della festa e della fratellanza
Dopo la celebrazione eucaristica, la giornata è proseguita in un’atmosfera conviviale attorno a un pranzo in compagnia, consentendo ai partecipanti di prolungare la gioia di questo incontro e di vivere un momento di fratellanza.
A duecento anni dalla sua nascita, la testimonianza di Antoine Chevrier continua a riunire donne e uomini in ogni angolo del mondo.
A Fenoarivo Atsinanana, questa celebrazione ha dimostrato quanto il suo appello a seguire Gesù povero, umile e servitore, conoscerlo, amarlo e farlo conoscere, rimane vivo e fecondo.