In occasione del Bicentenario della nascita del Beato Antoine Chevrier (1826-2026), e in particolare nell'ambito dei Giornate europee del patrimonio (JEP 2026), la Famiglia del Prado ha presentato una mostra composta da 9 pannelli dedicata alle poche fotografie conosciute del suo fondatore. Frutto delle ricerche del padre Christian Delorme, sacerdote del Prado della diocesi di Lione, questa mostra permette di scoprire la storia di queste immagini e di comprendere come, da quasi 150 anni, le rappresentazioni fotografiche di Antoine Chevrier abbiano contribuito a tramandarne la memoria.
Fotografie rare e preziose
Antoine Chevrier (1826-1879) era molto restio a farsi fotografare. Le immagini che ci sono pervenute sono quindi poche e ognuna di esse riveste un particolare valore storico.
La mostra presenta in particolare ritratti realizzati quando Padre Chevrier era ancora in vita, oltre a una fotografia scattata dopo la sua morte e a diverse riproduzioni e testimonianze iconografiche che hanno contribuito a far conoscere il suo volto fino ai giorni nostri. Queste immagini costituiscono preziose testimonianze di un’epoca, di un uomo e dell’opera che egli ha fondato nel cuore del quartiere della Guillotière.
Al di là della semplice rappresentazione di un volto, ogni fotografia racconta così una parte della storia del Prado e contribuisce a tramandare la memoria del suo fondatore.
Il risultato di un lavoro di ricerca condotto da padre Christian Delorme
Questa mostra si basa in particolare sulle ricerche condotte dal padre Christian Delorme, sacerdote del Prado della diocesi di Lione, che si è dedicato a ricostruire la storia delle diverse fotografie di Antoine Chevrier.
Le sue ricerche erano state presentate nell'ottobre 2023 nell'ambito del convegno e giornate di studio «Antoine Chevrier, fondatore del Prado, ricercatore di Cristo», organizzato a Lione e incentrato sulla figura e sull’opera del fondatore del Prado. Il programma di questo incontro prevedeva, in particolare, un convegno accademico dedicato ad Antoine Chevrier nel contesto storico dal XIX al XXI secolo, in collaborazione con il LARHRA (Laboratorio di Ricerca Storica della regione Rodano-Alpi).
La relazione di padre Christian Delorme, intitolata «Immagini fotografiche di padre Antoine Chevrier», è stato successivamente pubblicato nella raccolta Il Prado, tappe fondamentali di una storia (XIX-XXI secolo), a cura di’Olivier Chatelan, nella collana Cristiani e società – Documenti e relazioni, n. 54. Questo volume, che raccoglie i contributi del convegno dedicato alla storia del Prado e alla sua eredità, è disponibile presso il Prado; non esitate a contattarci. Il volume è inoltre consultabile online su Open Edition.
Un patrimonio da preservare e tramandare
La fotografia occupa un posto speciale nella memoria collettiva: conserva la traccia di un volto, di un’epoca e di una storia. Nel caso di Antoine Chevrier, la rarità degli scatti originali conferisce loro un valore patrimoniale ancora maggiore.
Con questa mostra, il Prado intende contribuire alla alla conservazione e alla trasmissione di questo patrimonio fotografico, consentendo al pubblico di scoprire le immagini che, da quasi 150 anni, contribuiscono alla conoscenza e alla memoria del suo fondatore.
Questa iniziativa si inserisce pienamente nell’Anno di Antoine Chevrier 2026 e nel bicentenario della sua nascita. Essa prosegue, in particolare, la valorizzazione del patrimonio fotografico proposta in occasione delle Giornate europee del patrimonio, 19 e 20 settembre 2026, dedicate in particolare al tema del «Patrimonio fotografico».
Un invito a guardare con occhi diversi il volto di Antoine Chevrier
Attraverso questi nove pannelli, il visitatore è invitato a guardare con occhi diversi le poche fotografie che ci sono rimaste di Antoine Chevrier: non come semplici ritratti, ma come tracce fragili di una storia, testimoni di un uomo, di un’epoca e di un’opera che ancora oggi continua a vivere e a tramandarsi.
Una mostra per scoprire un aspetto della memoria del Prado.