Un approccio spirituale
Estratto (pagina 46) di Mons. Olivier de Berranger, Alfred Ancel, un uomo per il Vangelo, 1898-1984, Centurion, 1988.
C'è stato un evento che ha segnato la carriera di Alfred Ancel nel mondo ecclesiastico e che gli ha permesso di raggiungere il culmine della traiettoria elitaria che abbiamo descritto. La fama della sua famiglia, che poté presentare tre dei suoi figli in abito talare al Santo Padre in un'udienza memorabile, non fu vana. Il 17 maggio 1924, in un evento unico nella storia romana, nel Museo Lapidario Vaticano, una lunga galleria con le pareti incise da antiche iscrizioni, di fronte a Pio XI seduto in fondo su una poltrona rialzata, l'abbé Alfred Ancel, di fronte a nove cardinali e di profilo a un numero imponente di vescovi, professori e studenti seduti su più di trecento banchi, difese la sua tesi di dottorato in teologia. A turno è stato interrogato dal cardinale Billot sulla "presenza reale di Cristo nell'Eucaristia", dal cardinale Laurenti sul "primato giuridico affidato da Cristo a San Pietro" e infine dal cardinale Sincero sulle "distinzioni di sostanza e relazione nel mistero trinitario".
Lettura del libro di padre Antoine Chevrier
Estratto (pagina 47) di Mons. Olivier de Berranger, Alfred Ancel, un uomo per il Vangelo, 1898-1984, Centurion, 1988.
C'è stato un altro evento, all'epoca inosservato, che ha avuto un impatto ancora maggiore sulla vita di Alfred Ancel. Quando sua madre venne a Roma per l'udienza familiare, portò al figlio maggiore un libro pubblicato a Lione nel 1922. Il titolo era: "Il sacerdote secondo il Vangelo, o il vero discepolo di Nostro Signore Gesù Cristo". E il suo autore: Antoine Chevrier, sacerdote e fondatore di Prado. Solo gli amici intimi del giovane sacerdote, Émile Guerry e Gabriel Garrone, vennero presto a conoscenza di questo secondo evento. Di tanto in tanto, Alfred Ancel, entusiasta del suo nuovo libro, ne leggeva qualche brano a un gruppo di seminaristi riuniti nel cortile davanti alla Tutela Domus, una statua della Vergine Maria, protettrice della scuola.
Alfred Ancel fu subito colpito dalla testimonianza evangelica dell'umile sacerdote di La Guillotière. Non era solo uno studente a suo agio nel mondo delle idee. Non aveva dimenticato la profonda esperienza dell'assoluto che lo aveva attanagliato durante il ritiro di laurea. Aveva anche avuto modo di approfondire una nascente attrazione per il Vangelo nel 1918, quando, costretto a riposare in ospedale dopo l'operazione agli occhi, aveva letto la famosa Vita di Francesco d'Assisi del danese Jœrgensen. Come avrebbe potuto non notare la somiglianza di risonanza tra il messaggio del Poverello e quello di Antoine Chevrier? In quest'ultimo, l'attrazione per il Vangelo si univa all'ideale di un sacerdozio vissuto come discepolo di Cristo.
Sacerdoti del Prado
Domande frequenti
Per saperne di più