Venerdì 2 ottobre 2026, i sacerdoti si sono riuniti nella cappella del Prado, a Lione, per una giornata di preghiera, meditazione e fratellanza dedicata al Beato Antoine Chevrier. Questo incontro, intitolato «Il sacerdote secondo il Vangelo: affidare il proprio ministero al beato Antoine Chevrier», rientrava nel quadro delle celebrazioni del 40° anniversario della beatificazione del fondatore del Prado e l’Anno Antoine Chevrier : Seguire Gesù povero.
L'obiettivo di questa giornata era quello di consentire ai sacerdoti di prendersi un po' di tempo per riflettere, di ritrovarsi in un clima di fratellanza e di affidare il proprio ministero al Signore, seguendo l’esempio del beato Antoine Chevrier.
L'incontro è iniziato con un Via Crucis, cammino del discepolo e dell’apostolo, per poi proseguire con la scoperta del Quadro di Saint-Fons, seguita da un momento di adorazione silenziosa.
Alle 18, una Messa di ringraziamento e per le intenzioni legate al ministero dei sacerdoti ha permesso a tutti coloro che lo desideravano di riunirsi in preghiera nella cappella del Prado.
A partire dalle 20:30, i partecipanti sono stati invitati a riunirsi per un momento di meditazione, intercessione e adorazione, in un’atmosfera di silenzio e preghiera.
Alla scuola del «Sacerdote secondo il Vangelo»
Per Antoine Chevrier, il ministero sacerdotale non può essere separato dalla persona di Gesù Cristo. Il sacerdote è chiamato non solo ad esercitare delle responsabilità e a ricevere i poteri sacramentali, ma anche a assomigliare a Cristo nel modo di vivere, di amare e di servire.
Il libretto della veglia riportava così una frase particolarmente impegnativa di padre Chevrier: «Bisogna assomigliare a Gesù Cristo nelle virtù, per essere veramente altri Gesù Cristo».»
Questa riflessione è stata uno dei fili conduttori della giornata: Come vivere oggi il proprio ministero cercando di conformare la propria vita, le proprie parole e le proprie azioni a quelle di Gesù?
Padre Chevrier invitava i sacerdoti a studiare la vita e le virtù di Gesù Cristo per assomigliare sempre di più a Lui.
Un ministero ricevuto dallo Spirito e donato agli altri
La meditazione ha inoltre portato i partecipanti a rivolgersi allo Spirito Santo.
In una lettera a Francisque Convert, Antoine Chevrier scriveva: «Chiedete con fervore a Dio il suo spirito, affinché sia proprio questo spirito divino a guidarvi in ogni vostra azione».»
A suo avviso, la fecondità del ministero sacerdotale non dipende in primo luogo dall’azione personale del sacerdote, ma dall’accoglienza dello Spirito e dalla carità che deve permeare tutta la sua vita.
Il Vangelo secondo San Giovanni, con la domanda di Gesù a Pietro — «Mi ami davvero?» — chiariva questa vocazione: è proprio dall’amore di Cristo che Pietro riceve la missione di prendersi cura dei propri agnelli.
Annunciare semplicemente il Vangelo
È stato messo in luce un altro aspetto essenziale della vocazione sacerdotale secondo Antoine Chevrier: l'annuncio del Vangelo.
In una lettera indirizzata a un giovane sacerdote, sottolineava l’importanza della missione di catechizzare e annunciare Gesù con parole semplici, accessibili a tutti:
«Oggigiorno bisognerebbe andare ovunque a catechizzare, parlare in modo semplice e dire agli uomini che c’è un Dio, perché occorre tornare ai primi insegnamenti, dire agli uomini che c’è un Dio e insegnare loro ad amarlo e a servirlo.»
Questa intuizione è in linea con le parole di Cristo nel Vangelo secondo Matteo: «Andate! Fate discepoli di tutte le nazioni».
Per i sacerdoti riuniti al Prado, questo invito ad annunciare il Vangelo rimane una questione di grande attualità: Come possiamo avvicinarci oggi alle donne e agli uomini del nostro tempo e far loro scoprire Gesù Cristo?
Il Presepe, il Calvario e il Tabernacolo
La spiritualità sacerdotale di Antoine Chevrier si esprime anche attraverso tre luoghi che, per lui, riassumono il cammino di Cristo: il Presepe, il Calvario e il Tabernacolo.
In una lettera indirizzata a un seminarista, scrive: «Dovete rappresentare il Presepe, il Calvario e il Tabernacolo».»
Il Presepe ricorda la povertà e l’umiltà di Cristo; il Calvario, il dono della sua vita; il Tabernacolo, la sua presenza offerta e duratura in mezzo agli uomini.
Padre Chevrier invita così il sacerdote a diventare, sulle orme di Cristo, «gli ultimi sulla terra, i servitori di tutti», con umiltà e carità.
Questa riflessione trovava un’eco particolare proprio nel luogo in cui i sacerdoti erano riuniti: la cappella del Prado, dove oggi riposa il fondatore del Prado.
«Evangelizzare i poveri»
Al centro della vocazione del sacerdote secondo il Vangelo vi è infine la missione affidata da Gesù: «Mi ha mandato a portare la Buona Novella ai poveri.»
Queste parole del Vangelo secondo san Luca, riportate nel libretto della veglia, ricordano il ruolo centrale dei poveri nella vocazione di Antoine Chevrier e nella missione del Prado.
In Il vero discepolo, padre Chevrier associa questa missione a una vera libertà interiore: la povertà evangelica permette al sacerdote di rendersi disponibile per annunciare la Buona Novella.
«Che libertà, che potenza dona al sacerdote questa santa e bella povertà di Gesù Cristo!»
Una veglia per affidare il proprio ministero
La giornata è proseguita con una veglia per i sacerdoti, nella cappella del Prado. Alternando brani del Vangelo, testi di Antoine Chevrier, momenti di silenzio e canti, questa veglia ha permesso di riprendere i grandi messaggi della giornata in un clima di preghiera.
I partecipanti hanno meditato in particolare sulla chiamata di Gesù a Pietro, sulla missione di annunciare il Vangelo, sulla chiamata alla povertà evangelica e alla carità sacerdotale.
La veglia si è conclusa con la preghiera di padre Chevrier «O Verbo! O Cristo!», vera e propria preghiera di un discepolo che chiede la grazia di conoscere e amare Gesù: «Fa» che io ti conosca e ti ami, o Cristo. Infondi in me una grande fede in te».»
Affidare oggi il proprio ministero a Cristo
In questo anno in cui la Famiglia del Prado celebra il bicentenario della nascita di Antoine Chevrier e i 40 anni dalla sua beatificazione, questa giornata ha offerto ai sacerdoti l’occasione di tornare all’essenziale: guardare a Gesù Cristo, accogliere il suo Spirito, lasciarsi plasmare dal Vangelo e rinnovare il dono del proprio ministero.
A quarant’anni dalla beatificazione del fondatore del Prado, la sua intuizione rimane un invito a cercare, con semplicità e fiducia, di diventare sempre più sacerdoti secondo il Vangelo, sulle orme di Gesù, povero e al servizio dei più deboli.
La giornata del 2 ottobre faceva quindi parte delle tre giornate organizzate al Prado il 2, 3 e 4 ottobre 2026, che segnano il 40° anniversario della beatificazione di Antoine Chevrier da parte di papa Giovanni Paolo II a Lione.